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#lucesullabellezza, petizione per il museo diffuso della Luce, tra Lanterna, ville storiche, ex Magazzini del sale e centrale Enel

Un “Museo diffuso della Luce” per la città di Genova. A lanciare la petizione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sono il Municipio II Centro Ovest del Comune di Genova, il Polo Museale della Liguria, la Fondazione Mario e Giorgio Labò, l’associazione Giovani Urbanisti, l’associazione Cercamemoria della Biblioteca F.Gallino, l’associazione Pianissimo, l’associazione Italia Nostra Genova, l’associazione Open Genova. Potete firmare la petizione online cliccando qui.
GenovaQuotidiana intende dare il proprio contributo al progetto tenendo in homepage il link alla petizione e invitando i genovesi a sottoscriverla.
Il progetto “Museo diffuso della Luce” punta a illuminare nuovi spazi, esistenti ma non utilizzati, o non sfruttati al pieno delle loro potenzialità, esplorando tutte le sfaccettature del tema, in una piena integrazione fra l’interesse culturale e l’aspetto ludico-esperienziale.

luce sulla bellezza

Il Museo diffuso della Luce prevede la realizzazione delle seguenti azioni:

ricostituzione della continuità della passeggiata che conduce alla Lanterna da via Milano (con partenza ideale già da via Buozzi – via di Francia), realizzata nel 2001 e interrotta nel 2014 a seguito dei lavori di Autostrade per l’Italia per il nodo di San Benigno, con garanzia di accessibilità pedonale, adeguata per i disabili, e ciclabile al complesso monumentale;

– recupero e valorizzazione del complesso monumentale nelle sue componenti ad oggi non accessibili, ma note attraverso gli studi archeologici già condotti;

ammodernamento dell’offerta culturale del Museo della Lanterna nell’ottica di un maggiore sviluppo della sezione descrittiva del complesso stesso e della sua storia e di un’integrazione con gli altri poli del Museo Diffuso;

– ammodernamento delle tecnologie di esposizione e di divulgazione delle collezioni, attraverso lo sviluppo integrato delle azioni pilota già testate (es. progetto Beacon: applicazione che con tecnologia Bluetooth funge da audioguida interattiva su smartphone accompagnando il visitatore nella visita; progetto Open Genova: mappatura e foto-mappatura a 360° delle zone in oggetto attraverso strumenti “open”);

– installazione sulle terrazze del Faro di indicatori a ridotto impatto paesistico dei principali punti di interesse e degli altri poli del Museo Diffuso;

– installazione nell’area interessata dal Museo Diffuso di indicatori a ridotto impatto paesistico per la facilitazione del riconoscimento degli itinerari (possibile estensione progetto Beacon);

illuminazione artistica monumentale dei principali punti di interesse del Museo Diffuso (Villa Imperiale Scassi, detta “La Bellezza”, Villa Grimaldi detta “La Fortezza”, Villa Spinola di San Pietro, Villa Centurione Monastero, ex Magazzini del Sale) e illuminazione artistica del percorso con sistema a basso consumo;

ristrutturazione e messa in sicurezza degli ambienti delle Ville attualmente non accessibili e adattamento dei locali, attraverso loro ripartizione, ad una fruizione anche extra-scolastica per le Ville adibite a scuole;

– predisposizione di un punto di accesso informativo in Villa Grimaldi detta “La Fortezza”;

ristrutturazione e messa in sicurezza degli ambienti degli ex Magazzini del Sale secondo il progetto di valorizzazione del Comune di Genova e il percorso di partecipazione per la destinazione d’uso condotto nella primavera 2016 dal Municipio II Centro Ovest;

– predisposizione di uno spazio laboratoriale e seminariale agli ex Magazzini del Sale, ad utilizzo dei gruppi e delle scuole in visita a scopo divulgativo e ad utilizzo delle associazioni del territorio e dei soggetti coinvolti nell’animazione del Museo Diffuso per la preparazione delle attività da svolgere presso il Complesso monumentale della Lanterna di Genova e le Ville storiche;

– predisposizione di un sistema di aperture serale delle Ville, più facilmente compatibile con le attività scolastiche, ideale per la fruizione del percorso di illuminazione artistica;

– predisposizione di un calendario di aperture alternato fra le Ville, eventualmente abbinato all’animazione attraverso spettacolo, danza, musica, che inviti a visite ripetute e faciliti l’appropriazione da parte degli abitanti;

coinvolgimento degli studenti delle scuole nelle attività di accompagnamento e animazione degli spazi delle Ville e del Complesso monumentale della Lanterna, come già proficuamente sperimentato con le esperienze di alternanza scuola-lavoro e di volontariato avviate in occasione delle aperture per i Rolli Days, nell’ambito del progetto ColoriAmo Sampierdarena e di progetti di contrasto alla dispersione scolastica condotti da alcune delle associazioni promotrici;

– coinvolgimento del Forum delle Associazioni del Municipio II Centro Ovest nell’animazione degli spazi e nella formazione degli studenti coinvolti;

– possibile ampliamento del Museo Diffuso alla Centrale elettrica ENEL, di cui è previsto l’arresto delle attività per l’anno 2018: continuazione della passeggiata per un accesso diretto tramite il Complesso monumentale della Lanterna di Genova e sviluppo del settore tecnologico del museo (in eventuale collaborazione con Scuola Politecnica dell’Università di Genova, di cui il Municipio ha già ospitato al Centro Civico Buranello esposizione e laboratori in occasione dell’anno internazionale della luce, e con Festival della Scienza)
Le suddette azioni, espressioni di un progetto d’insieme, sono articolate in fasi indipendenti, ma sussidiarie, in modo che il Museo diffuso della Luce possa trovare piena realizzazione anche in fasi successive e non possa subire condizionamenti di fruibilità da finanziamenti parziali.

Gli spazi coinvolti sono:

La Lanterna di Genova
Il complesso comprende la torre del Faro di Genova, risalente al 1128, il parco circostante, le mura e la fortezza in cui è collocato il Museo. Dal 1° luglio 2014, a fronte dell’ipotesi di chiusura al pubblico, il Complesso monumentale è stato adottato dalla Fondazione Mario e Giorgio Labò, con il supporto operativo dei Giovani Urbanisti che ne garantiscono la gestione, in accordo con Comune di Genova, Municipio II Centro Ovest e Provincia di Genova. Con l’adozione della Lanterna, del suo Museo e del suo Parco la Fondazione Labò e i Giovani Urbanisti si sono fatti carico di tutti gli interventi necessari per la manutenzione del verde, della pulizia, nonché delle spese necessarie a rendere nuovamente funzionante il museo multimediale, divenendo pertanto i primi sostenitori di questo monumento. Nel settembre 2015 è stata fondata l’associazione senza scopo di lucro Amici della Lanterna che promuove e sostiene iniziative e progetti che valorizzano il complesso monumentale. Oggi conta circa 200 soci e tra le prime iniziative ha visto la realizzazione del primo sito ufficiale della Lanterna www.lanternadigenova.it

Gli ex Magazzini del Sale, recentemente acquisiti dal Comune di Genova dietro progetto di valorizzazione. Costruiti a metà Ottocento come deposito del sale che arrivava a Genova via mare e che veniva commercializzato con le regioni del nord-ovest, l’immobile si presentava come un “bastione” lungo 110 metri e alto circa 10, particolarmente resistente e allo stesso tempo ben areato per conservare all’asciutto il prezioso bene. Numerose furono le modifiche nel tempo alla struttura originaria, che video abbattimenti di volumi, chiusure di varchi e finestre, spostamenti e suddivisioni successive di spazi. I magazzini del sale rimasero in funzione fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Dopo la cessazione dell’attività l’edificio, di proprietà demaniale, ha subito un progressivo processo di abbandono e degrado, fino al 1975 quando fu adibito ad uso pubblico del quartiere. Sono di questo periodo i lavori provvisori di messa in sicurezza, seguiti 10 anni più tardi da ulteriori interventi di manutenzione straordinaria e consolidamento. Il programma di valorizzazione ha come finalità principale il rafforzamento della sua vocazione di “grande contenitore” di funzioni di servizio collettivo a carattere sociale e culturale, anche alla luce della necessità del quartiere di spazi pubblici.

Villa Centurione del Monastero
Costruita nel 1587 per conto di Barnaba Centurione, sorgeva anch’essa di fronte al mare. Fino al 1522 in quel punto esisteva l’antico monastero delle monache Cistercensi, poi abbandonato. In origine verso nord si trovavano un giardino e un cortile con porticati a colonna, che erano stati sovrapposti al chiostro gotico del preesistente monastero. Subì gravi danni causati dal bombardamento francese del 1684. Il chiostro fu ricoperto e adibito a scuderie. All’interno dell’edificio molte le decorazioni dei soffitti di B. Castello. Nel 1850 ancora di proprietà dei Centurione venne affittata al Comune di San Pier d’Arena per uso scolastico. Passata poi in eredità all’ospedale di Pammatone, nel 1885 divenne proprietà dello stesso comune. Fu sede di una prima biblioteca civile, restaurata per farne la sede comunale, infine sede scolastica.

Villa Imperiale Scassi detta “La Bellezza”
Fatta edificare tra il 1560 e ‘63 dal principe Vincenzo Imperiale su disegni dell’Alessi e affidando i lavori ai fratelli Ponzello, la dimora d’impronta moderna, elegante e ricca, alle sue spalle era immersa nella natura con giardini e parco solcato da viali con pilastri, statue, aiuole e grotte che si estendevano verso il colle. All’interno conserva opere di G. Carlone, B. Castello, M. Sparzo. Ospitò diversi personaggi illustri come, nel 1712, l’imperatrice Cristina. Le alterne vicende che seguirono videro “ la Bellezza” prima caserma, poi ospedale, poi infine nei primi anni dell’ottocento fu acquistata da Onofrio Scassi che provvide al completo restauro. Verso la fine dello stesso secolo passò al Comune di San Pier d’Arena, oggi è sede scolastica.

Villa Spinola di San Pietro
Terminata nel 1582 per Gio. Battista Lercari, sorse al centro di un ampio terreno che si estendeva dalla spiaggia alla collina del promontorio di San Benigno e comprendeva pergolati, boschetti,
agrumeti, uliveti e un ninfeo. Trasformata nel Seicento da Gio.Battista Spinola, nel 1702 ospitò il Re di Spagna Filippo V. Conserva preziosissimi affreschi di B. Castello, G.A. Ansaldo e G. Carlone.
Rubens inserì la Villa nel celebre libro sui palazzi Genovesi – Palazzo “C”-.

Villa Grimaldi detta “La Fortezza”
Fu costruita dal ticinese Bernardo Spazio per il banchiere Giovanni Battista Grimaldi. Chiamata “la Fortezza” per la sua massiccia e severa struttura, priva di decori esterni, rimase di proprietà della famiglia Grimaldi fino all’Ottocento, quando fu acquistata da Agostino Scassi e data in locazione per usi diversi, fino a divenire una fabbrica di conserve. Acquistata nel 1924 dal comune di Sampierdarena e dal 1926 entrata a far parte del patrimonio del comune di Genova, fu utilizzata come scuola fino al 2006. Da allora è chiusa e inutilizzata per problemi strutturali. La villa è tra le dimore genovesi i cui disegni vennero raccolti da Rubens, che vi soggiornò nel 1607.

Ogni notte, con una lampadina da 1 KW e tanti specchi, la Lanterna di Genova illumina il mare. Ogni notte, con la stessa lampadina, la Lanterna illumina la città. Ogni giorno, da domani, vogliamo che illumini anche la Bellezza.
Progetto per un Museo diffuso della Luce
Complesso monumentale della Lanterna di Genova – Centrale elettrica ENEL – Ex Magazzini del Sale – Ville storiche di Sampierdarena

Il progetto di un Museo diffuso della Luce a Genova intende mettere in rete alcune realtà museali ed espositive già attive e alcuni spazi pubblici ad oggi parzialmente o totalmente inaccessibili, bisognosi di interventi di ristrutturazione e di valorizzazione.

Si sviluppa nel contesto di Sampierdarena – San Teodoro, quartiere in piena rigenerazione urbana, caratterizzato da importanti, ancorché poco conosciute, architetture di pregio storico-artistico e di un notevole fermento culturale nel fitto tessuto associazionistico, particolarmente impegnato a ricostruire la memoria del territorio.

Non uno spazio espositivo ex novo, difficile da mantenere, ma uno spazio vivo in cui le funzioni urbane si intersecano, flessibile, versatile, capace di mettere in luce la bellezza del patrimonio storico-artistico coniugandola con la tecnologia e l’attenzione alla sostenibilità.

Il polo centrale è il Museo della Lanterna, allestito nel 2004 dalla Provincia di Genova e concepito allo scopo di presentare la città di Genova al mondo. L’allestimento multimediale, tuttavia, male si adatta alle condizioni strutturali del complesso e, dati gli importanti cambiamenti che la Superba ha attraversato negli scorsi anni, necessiterebbe di un aggiornamento contenutistico, fermo al 2008.

La proposta del Museo diffuso della Luce è quella di restituire alla Lanterna il suo ruolo di simbolo della città, ripensando l’offerta del suo Museo e la relazione con il patrimonio storico-artistico circostante. Per questo il progetto elabora un vero e proprio percorso di luce che si irradia dalla Lanterna al sistema delle ville storiche di Sampierdarena – oggi per lo più adibite ad istituti scolastici – e che attraverso un’illuminazione artistica monumentale dà vita ad un museo in continuo dialogo con lo spazio urbano.

Il progetto si focalizza quindi sull’identificazione di nuovi circuiti di fruizione del patrimonio culturale locale, sia per il pubblico turistico sia per quello degli abitanti e dei frequentatori abituali del quartiere e della città. Investe prioritariamente il quartiere di Sampierdarena, tendenzialmente escluso dai circuiti turistici tradizionali, nonostante la ricchezza del suo patrimonio storico-artistico: gli itinerari sono concepiti nell’ottica della sostenibilità e di una migliore distribuzione dei flussi turistici (in particolare, ad esempio, crocieristici) nello spazio e nel tempo (ad esempio con aperture serali).

 

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